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Come nasce un articolo. Tra cartaceo e digitale: i miei strumenti di lavoro

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Ogni promessa è debito, quindi, come ho scritto nel precedente articolo, oggi ti parlerò degli strumenti che utilizzo per scrivere gli articoli del blog, della pagina Facebook e della rivista.

Sono vecchio stampo, io. Ragion per cui, come dicevo, trovo più naturale scrivere gli articoli a mano. L’horror vacui dato da un foglio, nel mio caso le righe di una agenda del 2016 – tutto si ricicla! – è diverso da quello del foglio elettronico di Apache OpenOffice. Il vuoto sul foglio cartaceo dopo poco si riempie di cancellature, note e rimandi; dalla penna le parole fluiscono con più facilità e rapidità: è come se con quel foglio stessi intrattenendo una vera e propria conversazione, una sorta di flusso di coscienza, insomma.

  • Materiale di scrittura nr. 1: l’agenda (semi-utilizzata)

Jane Austen 2.0

Dal cartaceo passiamo al digitale, siam pur sempre nel XXI secolo!

Le passeggiate con Ben sono momento di massima solitudine e beatitudine interiore. Lontana da qualsiasi tipo di distrazione domestica, urla, musichette varie e frastuoni, ma circondata da un paesaggio bucolico l’ispirazione per i post nasce spontanea che pure Jack Torrance avrebbe fatto carte false per iniziare il suo romanzo in questo luogo ameno anziché all’Overlook Hotel.

Cammino, osservo la natura e la coda del cagnolino che sventola all’aria come una bandiera; ho con me la borsa e il cellulare, ma di certo non il tempo per prendere appunti sul bloc-notes.

A far le veci del blocchetto per gli appunti c’è Google Keep, un’app di cui ormai non posso più fare a meno, non solo per scrivere. Gli elenchi puntati, o meglio, le “caselle di controllo”, le “etichette” e i colori per differenziare le varie note sono fe-no-me-na-li! Can’t live, if living is without you, canterebbe la Carey, se ancora ci riuscisse…

  • Materiale di scrittura nr. 2: Google Keep

La mia vita creativa si svolge prevalentemente di notte. Messe le “pesti” a letto e avendo eliminato la TV, posso dedicarmi alla stesura degli articoli e alla ricerca di foto e argomenti per il blog, Instagram e Facebook.

Prediligo la penna, l’ho detto più volte, ma ovviamente non disdegno le applicazione per la scrittura, come ad esempio la gratuita Writer Plus (Write On The GO) di Easy 4U Ltd.

writer plus applicazione scrittura on the go writing

Parliamo brevemente dell’app e della sua praticità. In alto a destra, oltre all’icona per la ricerca – la classica lente di ingrandimento – vi è quella per la creazione di cartelle. Ne ho create diverse per ogni tipo di rubrica (“Riciclò”, progetti vari e articoli del blog).

Ogni file riporta la data di creazione e l’ora dell’ultima modifica. Una volta creato e salvato, è possibile condividere il file in diversi formati:

  • file di testo (.txt)
  • file di Markdown (.md)
  • file HTML (.html)

Opto sempre per il file di testo che poi invio al mio indirizzo e-mail. Non mi resta che fare “copia & incolla” sulla pagina WordPress e il gioco è fatto!

  • Materiale di scrittura nr. 3: Writer Plus (Writing on The Go)

Sulla falsa riga di WriterP ti consiglio:

  1. JotterPad – Write di Tw0 App StudioPte e Ltd.
  2. Text Editor di Byte Mobile
  3. Polaris Office di Infraware Inc.
  4. Monospace – Writing and Notes di Jack Underwood

It’s planning time!

Per pianificare la pubblicazione degli articoli, il timone, come si sul dire in gergo giornalistico, mi avvalgo soprattutto di supporti cartacei:

Non snobbo tuttavia i diari virtuali come:

E NON MI PARLI DI EVERNOTE???

Anche il blasonato Evernote ha avuto il suo momento di gloria tra le app presenti sul mio cellulare. Lo adoravo. Poi però l’ho tradito con il già citato Google Keep, meno “complesso”, più intuitivo, senza tanti fronzoli e pretese.

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