bambini che addobbano albero di natale

L’attesa negata

In questa società frenetica sembra esserci negato persino il piacere dell’attesa.

C’è il mese di ottobre con Halloween. Poi arriva il 1° novembre, Tutti i Santi. Il giorno dopo, tutti morti.  E il mese stesso muore con essi. Siamo già in dicembre. Se qualche anno fa per lo meno si aveva la buona creanza di separare – letteralmente – il sacro dal profano, adesso anche tale pudore sembra esser stato triturato dalla logica del consumismo.

Capita così che, andando al supermercato, ad esempio, si trovi una zucca che sghignazza beffarda in faccia a Babbo Natale o un pandoro accerchiato da caramelle a forma di zombie e denti di Dracula.

Insomma, finita una festa non si ha più il tempo di pregustare lattesa della successiva. Quell’attesa ci viene negata.

Il “piacere” allora diventa ancora più effimero. Del profumo di zucchero caramellato siam già sazi a metà novembre, e novembre sembra un’estenuante, infinito dicembre.

Novembre non esiste più. Cancellato da chili di croccante, addobbi precoci e Babbo Natale bulimici di attimi di gioia, quella vera, eh.

La teoria che entrare nello spirito commercial-natalizio renda le persone più serene non mi convince. Perché, secondo me, come recita un noto spot, “l’attesa è essa stessa un piacere”: se si elimina quel piacere si rischia di stancarsi preso e desiderare subito qualche altro palliativo alla routine della vita.

Nei miei ricordi di bambina a novembre (già) si contavano i giorni che mancavano alle vacanze natalizie e per strada no voleva nemmeno un filo d’argento di qualche festone. Finalmente poi arrivava l’8dicembre e allora via di albero, prepese e compagnia bella… Dall’Immacolata in poi si entrava veramente nell’atmosfera natalizia. Jingle bells.

L’attesa ristorata

bambini che addobbano albero di natale
“finalmente la mamma ci lascia addobbare l’albero!”

Alla faccia di Trump che nega il cambiamento climatico, ho ucciso una zanzare qualche settimana fa e mi sono fermamente opposta a decorare casa il 3 novembre nonostante le continue richieste dei bambini. è troppo presto, vedrete quanto sarà più bello a dicembre, gli ho ripetuto costantemente facendo crescere in loro l’emozione dell’attesa.

Il due dicembre, ma avrei aspettato ulteriormente, i bambini, tutti allegri ed eccitati, hanno finalmente potuto addobbare l’albero e abbellire la loro cameretta con i simboli del Natale. Scusate ragazzi, ma non ne è valsa la pena?

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