In attesa dal dottore

anzianiattesaSe vuoi sapere se tizio è morto, Caio lo seguirà a breve e anche Sempronio non se la passa poi così bene, devi recarti nella sala d’attesa del tuo medico di fiducia.
Cerca di arrivare  per le 9.30 -10.00, quello di solito è l’oraro in cui i necrologi viventi – uh, che ossimoro! – si riuniscono. “Eto sentio? L’è morto el fradel del neode del gomista”, Hai sentito? è  morto il fratello del nipote del gommista. Ah. ‘Sticaki! Dal primo annuncio di morte in poi è una ecatombe, una escalation di acciacchi, dolori, morti vere o presunte. Manco Magalli, pur essendo un veterano, resisterebbe a tanta sofferenza. E tu sei lì, giovane e moderno Atreyu che cerca di non sprofondare nella Palude della Disperazione. Vorresti isolarti, non sentire più, ma non puoi: i decibel raggiunti dalle voci di questi iettatori di pirandelliana memoria superano di gran lunga quelli di una discoteca sulla riviera romagnola. Sei costretto ad ascoltare e a fare le corna.

Tra tutte le sciagure però, ecco far capolino una bella notizia: è nato un bimbo, l’è belo come il sol. Ma già una nuvola grigia sta per offuscare la bellezza del bambino: è il quarto, è maschio. é il quarto maschio e la mamma sperava tanto in una femminuccia. Scuotono la testa, i partecipanti al convivio delle “sfortune” altrui. Ne farà un altro, di bimbo, sì, ma poi come li sfameranno? Genitori precari, futuro incerto, felicità a momenti. Finché arriva lui, quello de “ai miei tempi“. E allora tutto cambia. Perché  ai suoi tempi le famiglie erano numerose, la crisi non esisteva, tutti vivevano in pace e armonia ricongiungendosi con le sfere del Cosmo. Ah, l’è vera, annuiscono tutti in coro.

C’è un momento di silenzio. Un momento in cui pensi di vivere in un paese fantasma dato l’alto tasso di decessi. Un momento in cui speri che il dottore apra quella benedetta porta e traghetti una di queste anime senza pace nel suo studio. Effettivamente, dopo un po’, tutti guardano la porta. Poi l’orologio. Poi di nuovo la porta. Poi l’orologio. Dallo studio non proviene alcun suono: sta a vedere che il medico non è ancora arrivato.

Sono le 10.20. Ti sei sorbito tutte la narrazione di truculente tragedie familiari, morti improvvise, nascite non desiderate, notizie sui vari club (diabetici, asmatici, cardiopatici) per cosa? Per il coupe de theatre: il medico oggi non riceve.

Al pari di strateghi di Risiko, i nostri eroi in calzettoni pesanti studiano la strategia da adottare per verificare la presenza o meno del suddetto dottore. Le congetture sono parecchie e vanno da, forse ha “le visite fuori”, più volgarmente, a domicilio, forse sta per tornare (da dove?), forse avrebbe dovuto lasciare un biglietto avvertendo i pazienti della sua assenza – ma voi siete pazienti, lo dice il nome stesso! Dopo aver esaminato con attenzione il caso, il più arguto dei presenti ha l’idea del secolo: bussare alla porta.

Credo che non ci sia nessuno, rassegnato.

La tragedia è finita.

Exeunt.

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