Il sorpasso

overtaking_canterina_2016

è lui, lo riconosci. Anche se volessi evitarlo non puoi perché lui è alle tue spalle. é alle tue spalle, vero, ma vorrebbe essere già chilometri e chilometri avanti a te. Freme. Pesta nervoso sull’ acceleratore. Tenta il sorpasso, ma deluso, si rimette in fila al suo posto. E tu godi. Dopo qualche metro è ancora lì che ci riprova. Si riaffaccia per vedere se dal lato opposto non arriva nessuno. Peccato. Un IVECO grande come un prefabbricato di Ty Pennington (Makeover Home Edition, ndr) sta per sopraggiungere. Si deve rimettere in fila. E tu godi. è una bella giornata di sole. Gli alberi sono in fiore. Si scorge qualche nuvoletta sulle montagne. è tutto molto bucolico e tu sei in pace con te stesso. Ma il guidatore alle tue spalle, no, non lo è affatto. Lui vorrebbe essere a Monza in questo momento e correre sul circuito. E invece sta solo guidando su una strada di campagna. Se ne deve fare una ragione. Davanti a lui ci sei tu, davanti a te ci sono altre quattro macchine e probabilmente a capo della coda c’è un anziano con in testa un cappello. Sei in fila. Punto. Non puoi scappare. Quindi, mettiti l’animo in pace e sintonizzati su Radio3 che fanno sempre della bella musica classica.

Ma lui della classica e delle pratiche Zen se ne infischia. Il suo obiettivo principale nella vita, ciò che lo fa sentire una persona realizzata, è superare il prossimo, far vedere a tutti quanto è bravo con la sua potente auto. E quindi ci riprova. Si scosta un attimo e vede se finalmente può azzardare il tanto anelato sorpasso. La strada è libera: può finalmente coronare il suo sogno. Ti ha sorpassato. Ce l’ha fatta! Adesso nella sua testa quei quattro neuroni che ha in testa fanno la ola, le sinapsi si illuminano ad intermittenza come la scritta al neon di un motel dell’Arizona, e lui sprofonda con un ghigno degno di Nicholson nel sedile dell’auto. Ma, oh, la gioia dura poco. Ecco pararglisi di fronte una nuova fila di automobili. Il guidatore non vuole fare la fine di un riccio la notte. I neuroni quindi si siedono sugli spalti, le sinapsi hanno un breve crepitio e poi si spengono. E lui resta buono buono al suo posto con gli occhi che traboccano bile. E tu godi. Parecchio.

 

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4 Comments

    1. Quello è un momento di genuina felicità! In quel caso mi giro e, se la faccia non è troppo losca, faccio un sorrisino. Tiè.
      Se la faccia è troppo da brutto ceffo meglio lasciar perdere…

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  1. Mi infastidivano moltissimo, qualche anno fa. Ormai ho imparato a fregarmene. Però devo ammettere che questa descrizione è illuminante, posso riconoscerci mille situazioni simili in cui mi sono trovato.

    Piace a 1 persona

    1. Grazie Fausto per il commento. Hai ragione, l’unica soluzione è fregarsene anche se questi piccoli – perennemente in erba – Senna purtroppo sono un pericolo per se stessi e per gli altri.

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