In fila al supermercato

supermercato_canterina_2016

Sei alla cassa, stai mettendo sul tapis roullant i tuoi pochi prodotti. E poi arrivano loro, quelli che si “attacano”, che ti tolgono quel poco spazio vitale tra una cassa e l’altra. Sembrano presi dal sacro fuoco nel didietro. Quanta fretta, ma dove correte? Come Bianconigli nel paese dei salumi sembrano sempre essere in ritardo. Poi li guardi in faccia e ti accorgi che la maggior parte di loro rientra nel target di quelli che guardano Forum e La prova del cuoco. Ecco, quindi pensi che abbiano fretta di tornare a casa per guardare le loro trasmissioni preferite. Fatto sta che danno fastidio. E tu cerchi in tutti i modi di fargli capire che il loro turno arriverà. No, non quel turno , non ti permetteresti mai. La commessa passerà anche i loro prodotti, potranno aprire il portafoglio e pagare. Slow down then. Niente da fare, ti si piazzano vicini-vicini che quasi non riesci a muovere il braccio per prendere il tuo di portafoglio. Fai gesti plateali per scansarli come una mosca sulla crostata alla ciliegia, e quando arretrano di dieci centimetri, finalmente riesci ad aprire la borsa. E a tirare un sospiro di sollievo.

“Sono 40,77 euro” dice la commessa. Quanto, quanto? Quei 0,77 centesimi ti mandano in crisi. Ricordiamoci dei Varenne del supermarket che intanto scalpitano e scalciano alle tue spalle. Tu, con il portafoglio carico di monete perché piuttosto che sentirti il loro fiato sul collo cambi sempre 50 euro, ti armi di pazienza e cerchi quei centesimi.  E loro sono lì, dietro di te, con la bracia negli occhi e tanta voglia di imbustare “capelli d’angelo” e zucchine. Cominci a scavare nel portamonete. Tiri fuori 0,50 centesimi, poi 0,20…poi… nell’oceano di monetine rosse ti arrendi e affoghi. “Guardi, pago con bancomat“.

E loro sono sempre lì. Appiccicati pure alla macchinetta del bancomat. Ti mettono ansia. La tensione ti fa dimenticare persino il PIN. “Ho cambiato da poco il bancomat…non ricordo bene il pin…” ti scusi con la commessa. Prendi i 50 euro, aspetti il resto – che ovviamente nel passaggio dalla mano della commessa alla tua cade -, ma non fai in tempo a sollevare le buste che te li ritrovi nuovamente accanto, vittoriosi e soddisfatti. Dai, ce l’avete fatta, ora tocca a voi!

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6 Comments

  1. Posso aggiungere alla categoria anche coloro che fanno spesa per 8 anni e con 75 carrelli ti superano sgommando anche se hai solo una saponetta da pagare? Perché loro sono davanti con la spesa chilometrica, ma dietro hai un uomo-targa che si lamenta della lentezza……. E del suo tempo, che è sempre più prezioso di quello altrui…..

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  2. A me una volta è capitata una combo che ti-prego-mai-più.
    Figlia sulla trentina davanti a me, spesa per un esercito. Io in cassa sono pacifica, non sopporto chi mi mette pressione e io non ne metto agli altri. Lei con calma imbusta la sua spesa e si piazza in fondo alla cassa, ancora attaccata al bancone.
    Io da sola, imbusto la mia spesa. Lei non si muove di un millimetro e io sono incastrata tra carrello mio, carrello suo, bancone, borse. La guardo male. Non batte ciglio. Pago e finisco di imbustare la spesa.
    Dietro di me, sua madre. Apriti cielo. Io sto mettendo le borse nel carrello e queste due si fiondano sulla loro spesa che la cassiera stava facendo passare lentamente, neanche avessero paura che gli rubassi il cibo. Per ripicca ho impiegato due buoni minuti a spostare tutta la mia spesa, ormai già imbustata. Oh là! 😉

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    1. Non hai fatto bene, hai fatto benissimo! 😀
      Anch’io sono piuttosto pacifica in coda: se c’è la faccio senza agitarmi, anzi, spesso lascio pure passare se vedo che chi è dietro di me ha due/tre cose. Un po’ di cortesia non guasta mai, ma con certi soggetti, tipo le due della tua spesa, l’unica arma è una sottile vendetta, come appunto imbustare lentamente. Hhihihihihi

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