Era una casa…

Prima che arrivasse il bambino numero Uno io e mio marito stavamo arredando casa con calma.

orange-lounge-02Sognavamo una casa minimal, stile lounge – senti che paroloni! – con pochi mobili, ma giusti, un solo grande quadro, niente fotografie, ninnoli, souvenir e/o “acchiappapolvere” vari. Poi è arrivato il bambino: da ambiente stile Buddha Bar si è pian piano trasformata in un Kindergarten. La trasformazione è avvenuta silenziosamente. Prima le culle (una per piano), poi il cuscino per l’allattamento, i sonaglini e giocattolini vari, il mastodontico seggiolone “2 in 1”, la sdraietta-con-vibrazione-per-farlo-calmare, ecc… Insomma la casa che noi coppietta avevamo in mente si è rapidamente, e giustamente, trasformata nella casa del piccolo. Tuttavia, una parvenza stilosa ancora la manteneva… Scomparsa del tutto quando il piccolo Attila ha cominciato a gattonare e ad arrampicarsi. Dal quel giorno in poi é stato montato il cancelletto per vietare al pupo di salire la scala; sono spuntati come funghi sugli angoli dei mobiletti dei rivestimenti in simil gommapiuma affinché la sua delicata testolina non sbattesse; i tappeti, sui quali il bimbo mollava antiestetiche e non igieniche “ricottine”, sono spariti; l’acquisto di una vetrinetta per i piatti è stato rimandato a data da destinarsi; del frigo bar non si è fatta più parola.

Care mamme e cari papà che state preparando il vostro nido d’amore, se avete in progetto di allagare la famiglia vi consiglio caldamente di buttare via riviste tipo “Casa bella” o “Vivere la casa” perché da qui ai prossimi dieci anni la casa è del bambino. O meglio detto, lo spazio deve essere organizzato per assecondare le sue esigenze – giocare, saltare, sfogarsi, essere felice! – e per non farvi impazzire con i divieti.

Qualche consiglio spassionato per il nuovo nido.

Soggiorno: divano in eco pelle o pelle rigenerata facilmente lavabile. I segni di penna, cioccolato, succo, ecc… sono all’ordine del giorno.

Muri: se sono bianchi o di qualsiasi altro colore ritinteggiateli in wengé …sicuramente il bambino troverà un gessetto bianco!

Cucina: tutti gli utensili appuntiti in alto! A Bimby e frullatori in genere togliere la spina o il boccale…che non si sa mai! I blocca-cassetti lasciano il tempo che trovano, meglio far giocare il bambino con le pentole. Lui si diverte, voi, facendo lo slalom tra una padella e un coperchio, riuscite a cucinare.

Televisione: se potete metterla su una mensola tanto meglio, altrimenti verrà impiastricciata da dolcissime, sudicie manine e probabilmente riceverà martellate giocattolo, ma soprattutto rischierà di ferire seriamente il bimbo.

Cuscini: sono belli, soffici e sicuramente danno un tocco chic alla casa, ma se avete bambini meglio averne pochi. Vanno lavati almeno, ripeto, almeno, una volta alla settimana.

Quadri: più sono in alto, minore è la possibilità che il Van Gogh che alberga nel vostro piccolo faccia il suo exploit.

Cd/videogiochi: nel bel mezzo dell’ascolto del cd…parte lo scratch! La regola è sempre la stessa: lontano dagli occhi, lontano dai graffi.

Cassapanca: dotatevi di una cassapanca in salotto nella quale riporre i giochi. E se qualche gioco va perso…guardate sotto il divano.

Wii/Playstation/decoder et similia: una volta utilizzati vanno tassativamente messi via, a meno che non ci si diletti ad estrarre un cucchiaino da gelato dalla console…ehm, infatti…

Prodotti per la pulizia e medicinali: mensola is the keyword.

La loro cameretta: Benvenuti a Pandemonio. Lasciate che sia così. è il loro spazio. Amen. Con calma impareranno a metter via i giochi. Forse.

La vostra camera: per quanto mi sforzi di dire ai miei figli che la camera di mamma e papà è la Camera di Mamma e Papà, spesso tradisco mio marito con un playmobil hipster: barba incolta e camicia hawaiana.

Bagno: Fate sparire lo scopino e la carta igienica, per carità, fatali sparire! Le arrampicate nel bidet sono più difficili da gestire, ma coraggio, ce la potete fare!

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