Viva la pappa!

E poi ritrovo (ricordo di aver avuto) un video (un blog e un canale youtube) di ben sei anni fa.  Un’altra vita, un altro mondo, e adesso posso proprio dirlo, un’altra me.

Cavoli, ma questa è una digressione! Il post di oggi – dopo giorni et giorni di silenzio ! – riguarderà (ormai sono prevedibile, ma questa è la mia vita!): la prima pappa del mio piccolo.

Martedì 24 luglio, per la prima volta, il mio bimbo ha mangiato una pappetta a base di crema di riso! Yeeeeee…E dove sta il fatto eccezionale ? No, niente di eclatante – per il resto del mondo -, ma io, da mamma, mi sono sinceramente emozionata! Vedere il proprio figlio crescere è bellissimo e spaventoso allo stesso tempo. é bellissimo perché…perché è bellissimo! Dai, non servono parole! Ma al tempo stesso mi spaventa un po’ perché vedo il tempo passare, e mentre passa mi sembra che non ce ne sia mai abbastanza, che corra troppo velocemente, che da quando giocavo con un Cicciobello riempito di cotone a questo Cicciobello che mi guarda e parla (senza dischetto nella schiena!) siano trascorsi solo dei mesi. E poi vedo i miei genitori invecchiare e quel tempo lì mi appare ancora più fugace. E  mi fa paura.

Come al solito mi dilungo, mi perdo nelle sotto-directory della mia memoria… Ma torniamo al main theme del post: la pappa.

Preparazione: si prende una carota, una zucchina e una patata. Si fanno bollire per un bel po’ (mah, la nonna dice almeno 2 ore). Nell’acqua della bollitura, 180-200 cl, si aggiungono 4/5 cucchiaini di farina di riso (o mais, o tapioca), un cucchiaino di parmigiano grattugiato ben invecchiato, metà cucchiaino di olio extravergine d’oliva e metà di olio di semi di girasole. Non salare. Pregare che il pupo mangi quasi tutto in venti minuti, più o meno, senza ridurre la zona intorno al seggiolone in un campo di battaglia melmoso.

Il mio piccolo non ha mangiato tutto, ma ovviamente, essendo le prime volte, non ho forzato, e credo che non forzerò la mano nemmeno in futuro, la mia filosofia infatti è: ascoltare la propria panza, se si ha fame si mangia altrimenti no. Punto.

Con il passato di verdure (sì, le verdurine la cui acqua viene utilizzata per preparare la pappetta) è andata meglio, mi sembra che l’abbia mangiato con più gusto – uh, che eufemismo! Certo, il gusto della mela, della pera, delle susine e pesche è imbattibile, ma al fruttarismo ci si arriva per gradi 😉

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