Ode a te, borsa

Eri lì da troppo tempo.
Ogni volta che ti guardavo
avvertivo il tuo disagio:
etichettata,
additata,
osservata,
esposta,
in vendita,

alla mercé delle stagioni.

Spiccavi tra le altre,
eri senza dubbio la più bella
e lo sapevi.

Soffrivo nel vederti sola,

in balia di te stessa,
speranzosa di essere portata via.

Dimmi, come avresti potuto sopportare l’oscurità,
l’indifferenza e la negligenza altrui ?

Il giorno in cui qualcuno ti avrebbe salvato
doveva arrivare.
Dimentica quindi la malinconia e la solitudine,

perché il nostro destino è comune:

tu mi appartieni, io ti appartengo,
finalmente tu sei mia, borsa.

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